Arcidiocesi
di Ferrara-Comacchio

 
 

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Comunicati stampa

COMUNICATO STAMPA
29 novembre 2019
Gli universitari: un tassello di mondo troppo ai margini della città

Nota in margine alla tragica morte di un universitario e neolaureato

Mi ha colpito molto la morte di Adriano, studente universitario e neolaureato arrivato a Ferrara dalla terra lucana, dalla antica città medioevale di Lauria. La morte del neolaureato riporta l’attenzione su un tassello di mondo e di futuro, gli universitari, di casa nella nostra città, molti dei quali provenienti dalle regioni del Sud del Paese. Sono più di 22.000, quelli che ogni anno iniziano, continuano o terminano un curriculum accademico nella nostra città con un percorso universitario non privo di ostacoli (la ricerca dell’alloggio, i test, la lontananza dalla propria casa e dai propri paesi, un metodo di studio…), che si è rinnovato nei secoli, ma che ha costituito un passaggio esistenziale per molti studenti italiani di ieri e anche di altri Paesi d’Europa e del mondo oggi. Vedere morire un giovane al termine del suo percorso accademico, nel giorno di festa di laurea, al di là dei motivi contingenti che gli operatori sanitari e i magistrati stanno esaminando, significa vedere morire la speranza, un’amicizia, un figlio. Questa morte è un dolore, una sconfitta. Un dolore per chi vede morire improvvisamente il figlio, dopo aver fatto festa con lui: e vorremmo far sentire ai familiari la nostra vicinanza, anche nella preghiera. Una sconfitta per la nostra città, che non ha saputo proteggere un giovane venuto da una terra martoriata del Sud, un tassello del nostro futuro. Forse al di là dei dibattiti sui cancelli per chiudere le piazze della movida, insieme dovremmo essere in grado di moltiplicare i luoghi e le esperienze di amicizia, di gruppo, di confronto, di festa, di preghiera, liberi dalle mode e dalle tradizioni grottesche. Le nostre parrocchie, Casa Cini, i gruppi universitari, la riapertura del collegio universitario femminile dei Gesuati, sono spazi che come Chiesa vogliono essere casa per i giovani universitari, ma anche luoghi per rinnovare il volto di una città vicina all’Università e agli universitari. Spero che la morte di Adriano aiuti la nostra Ferrara a rialzarsi da questa sconfitta.

+ Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

 

COMUNICATO STAMPA
29 novembre 2019
La vicinanza della Chiesa di Ferrara-Comacchio ai terremotati in Albania

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.4 ha colpito alle 3,54 del 26 novembre l'Albania, con epicentro vicino a Durazzo. Altre due scosse di 5.3 e 5.4 si sono succedute sino alle 8 di questa mattina. Le città più colpite sono Durazzo e Thumane, dove diversi edifici sono crollati, numerosissimi sono stati danneggiati. Durazzo è senza luce e con l'arrivo dell’alba i danni sono molto visibili ed importanti. Si registrano morti, feriti e numerosi dispersi, ma il bilancio è destinato ad aumentare. I soccorritori e l'esercito stanno scavando sotto le macerie. Purtroppo sono crollati diversi palazzi e anche un hotel nella zona di Durazzo. Danni si sono registrati in molte città: Durazzo, Kruje, Lezhe, Tirana, Scutari, Lac, Lushnje, Fier. Il governo ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Purtroppo lo sciame sismico continua e scosse si sono registrate in tutti i Balcani. Caritas Albania si è attivata subito con la propria rete delle Caritas diocesane e sta raccogliendo le prime informazioni dalle parrocchie e missioni per andare incontro alle esigenze delle persone colpite e ai numerosi sfollati che nel corso delle prossime ore non potranno rientrare nelle loro case. Sono stati segnalati danni anche a chiese ed edifici parrocchiali. Il Ministero dell’Interno ha comunicato che si stanno attivando 3 centri di accoglienza e raccolta sfollati a Shijak - Durazzo, 3 centri a Tirana, 1 a Helms-Kavaje e 1 a Lezhe. Nel frattempo ha fatto una richiesta ufficiale a Caritas Albania per il supporto alimentare di quanti saranno ospitati nei centri.
Caritas Italiana ha espresso vicinanza e solidarietà a Caritas Albania con cui collabora dal 1993 per dare risposta ai tanti bisogni della popolazione locale, segnata da una povertà diffusa, un alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, e una forte emigrazione. Gli ambiti di lavoro principali sono: migrazioni, economia sociale, sanità, salute mentale e inclusione sociale, volontariato e giovani. In particolare il crescente numero dei migranti che provengono dal Sud del continente, la rotta balcanica, sta aggravando questa situazione.
Per questo motivo, con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana, è stato avviato un programma triennale “Protezione e Rafforzamento dei minori migranti albanesi” all’interno della campagna CEI “Liberi di partire, liberi di restare”, per contribuire al sostegno delle politiche sociali di tutela dei minori e di lotta all’esclusione minorile attraverso interventi mirati e in cooperazione con le comunità di appartenenza e di origine. Caritas Italiana resta in contatto costante con Caritas Albania ed è pronta a sostenerne gli sforzi per far fronte a questa nuova emergenza e venire incontro ai bisogni della popolazione.

Anche la Chiesa di Ferrara-Comacchio esprime vicinanza al popolo albanese duramente colpito dal terremoto e alle numerose persone e famiglie albanesi presenti nel nostro territorio diocesano (circa 1000 in città e più di 2000 nel territorio). Al tempo stesso, invita tutti i credenti ad affidare nella preghiera al Signore e alla intercessione della Madonna del Buon Consiglio, patrona del popolo albanese, le persone vittime del sisma e ad esprimere la propria solidarietà contribuendo alla raccolta fondi organizzata dalla Caritas.

È possibile sostenere gli interventi della Caritas utilizzando il conto corrente IT 15 E 05387 13005 000002957007, BPER AG. 4 di Ferrara Corso Martiri della Libertà, intestato ad ARCIDIOCESI DI FERRARA - COMACCHIO con causale ALBANIA/TERREMOTO NOVEMBRE 2019.

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COMUNICATO STAMPA
In merito alla sentenza della Corte Costituzionale
Un forte richiamo alla coscienza e un impegno più deciso per la cura della vita

L’Arcivescovo, i presbiteri e i laici rappresentanti delle 149 parrocchie e del mondo delle associazioni cattoliche dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, riuniti a Codigoro per la Giornata diocesana del laicato, alla luce della verità del Vangelo e delle parole del Magistero del Papa e dei Vescovi italiani, delle esperienze di prossimità laicali e religiose, delle testimonianze familiari presenti nella nostra Chiesa, di accompagnamento e prossimità alla vita che nasce, che soffre, che muore, chiedono - alla luce della sentenza della Corte Costituzionale -, che il Parlamento arrivi a legiferare sulla situazione di chi è alla fine della vita, per rafforzare prossimità e cura, tenendo conto delle reali ed oggettive condizioni di irreversibilità dello stato di salute o di grave sofferenza psico-fisica del paziente evitando forme di accanimento terapeutico contrarie alla dignità della persona. Premesso che la vita deve essere difesa sempre dal suo concepimento fin quando la malattia se ne impossessa e la deforma, è altresì doveroso assistere il paziente con terapia antalgica e cure palliative nel momento della sua conclusione naturale, dovunque e sempre per accompagnarlo al fine vita quando il dolore diventa insopportabile e le cure inutili.

Per questo si invitano i parlamentari eletti nei collegi ferraresi a farsi interpreti nelle Aule Parlamentari del valore della dignità della persona umana, del rispetto e della cura della vita malata e morente, forti di esperienze che sul nostro territorio, nelle case e negli Ospedali, nei luoghi parrocchiali e associativi, ricordano che la vita delle persone non cessa mai di essere un dono e di avere una dignità, che è alla base della stessa Carta Costituzionale (cfr. art. 32, comma 2)[1], garante del bene comune del nostro Paese.

Dai nostri servizi di prossimità e di cura sale un forte richiamo alla coscienza contro ogni forma di aiuto o di abbandono alla morte delle persone, in terra e in mare, e un impegno ancora più deciso e quotidiano - condiviso anche con i non credenti, con i fratelli delle altre chiese e delle altre religioni presenti nel nostro territorio - nel rispetto, nella difesa e nella cura della vita malata e sofferente, a potenziare le risorse per la terapia del dolore e le cure palliative, le uniche in grado di restituire dignità a quelle vite ferite.

Codigoro, 28 settembre 2019

[1] «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana» (Costituzione Italiana, art. 32, comma 2).

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Ferrara, 11 settembre 2019

ARCIDIOCESI DI FERRARA-COMACCHIO
UFFICIO STAMPA
Comunicato Stampa

Nuova Scuola di Teologia per Laici intitolata a Laura Vincenzi

Venerdì 20 settembre presso il Seminario Arcivescovile di via G. Fabbri 410, inizieranno i corsi della nuova Scuola di Teologia per Laici intitolata a Laura Vincenzi. 
L'Anno Scolastico 2019-2020 sarà inaugurato con la S. Messa celebrata dall'Arcivescovo Mons. Gian Carlo Perego, alle 18 nella cappella del Seminario.

Le lezioni si terranno ogni venerdì fino alla fine di maggio dalle 18.30 alle 22.00 secondo il calendario consultabile sul sito www.stlferraracomacchio.it dove è anche possibile effettuare la preiscrizione.

Le materie di studio per quest’anno sono le seguenti: Introduzione alla Sacra Scrittura, Antico Testamento: Pentateuco e Storici, Nuovo Testamento: Sinottici e Atti, Nuovo Testamento: Corpus Paolino e Lettere Cattoliche, Filosofia, Teologia Fondamentale, Morale Fondamentale, Trinitaria, Cristologia, Teologia Spirituale.

Costi di iscrizione:
- studente ordinario (segue tutti i corsi) 30,00 €/anno
- studente uditore (segue solo 1 o 2 corsi a scelta) 10,00 €/corso.
Prossimo al via anche il Modulo di Ebraico Biblico, tenuto dal prof. Piero Stefani, le cui lezioni si terranno a Casa Cini il lunedì dalle 18.30 alle 20.30 a partire dal 23 settembre fino al 16 dicembre. Costo 20,00 €.

Per informazioni:  segreteria@stlferraracomacchio.it  
Tel: 0532-242278 lunedì e mercoledì presso Casa Cini dalle 16 alle 19; venerdì presso il Seminario Arcivescovile in concomitanza con le lezioni.

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Ferrara, 19 agosto 2019

Il 21 settembre a Comacchio le Ordinazioni Presbiterali di cinque Diaconi

Nell’ambito delle celebrazioni per il quarto centenario dell’Incoronazione della Madonna di S. Maria in Aula Regia, il 21 settembre a Comacchio, l’Arcivescovo S.E. Mons. Gian Carlo Perego, nella cornice della Concattedrale di San Cassiano, ordinerà cinque sacerdoti.

Si tratta di Don Luciano Camola, nato a Mortara (Pv) il 13 agosto 1966 e proveniente dalla Parrocchia di Castelnovetto (Pv). Entrato nel Seminario di Ferrara il 1 ottobre 2011, attualmente presta servizio presso le Parrocchie di Ro Ferrarese, Ruina e Zocca.
Don Fabio Dalboni, nato a Suzzara (Mn) il 2 luglio 1992, originario della Parrocchia di Moglia (Mn), è entrato nel Seminario di Ferrara il 7 settembre 2014 e ad oggi presta servizio presso la Caritas Diocesana e la Parrocchia della Beata Vergine Addolorata in Ferrara.
Proveniente dalla Parrocchia di Romano d’Ezzelino (Vi) è Don Giuliano Scotton, nato a Marostica (Vi) il 24 gennaio 1988 ed entrato nel Seminario di via Fabbri il 7 settembre 2014. Attualmente presta servizio nella Parrocchia di Sant’Agostino di Ferrara.
Don Germàn Dìaz Guerra originario di Cuba dove è nato il 16 giugno 1966 ed è entrato in Seminario a Ferrara il 7 luglio 2014. Dopo aver prestato servizio nella Parrocchia Sankta Eugenia a Stoccolma, attualmente è in servizio presso la Parrocchia della Sacra Famiglia e la Comunità Latinos di Ferrara.
Nato a Ferrara il 14 luglio 1978 e proveniente dalla Parrocchia di Chiesuol del Fosso e di San Martino è Don Alessio Di Francesca, entrato in Seminario il 6 ottobre 2012, ora presta servizio nella Parrocchia del Duomo di Comacchio.

 

Ferrara, 26 luglio 2019

In merito al trasferimento di alcune famiglie Sinte da un'area di sosta nel Comune di Ferrara

Da alcune settimane i media locali riportano notizie riguardanti il progetto di trasferimento di alcune famiglie di Sinti, minoranza italiana attestata per la prima volta a Bologna nel 1422, dall’area di sosta di Ferrara ad un nuovo stanziamento abitativo nel territorio del Comune. Attorno a questo trasferimento, alle modalità del suo annuncio e del suo svolgimento, si sono alternate voci diverse, talora allarmanti per i toni e le scelte operative.
Il caso sta evidentemente a cuore alla Chiesa di Ferrara-Comacchio che, da subito, attraverso i propri organismi istituzionali, la Caritas Diocesana e la Migrantes, ma anche attraverso importanti voci dell’associazionismo cattolico laicale, ha ribadito la necessità di superare una situazione di vita segnata da provvisorietà e incertezza, ma anche di non disperdere un importante patrimonio sociale raggiunto in questi anni sul piano scolastico, sanitario, lavorativo e familiare, per continuare nella stessa direzione, anche nel cambiamento del luogo della residenza delle famiglie Sinte interessate. Da qui la necessità di un progetto che aiuti a passare dalla provvisorietà abitativa alla definitività abitativa, a salvaguardare il risultato scolastico raggiunto, a tutelare la salute, a intensificare l’impegno professionale e lavorativo, a favorire un impegno responsabile e di cittadinanza: sono i cinque obiettivi previsti anche dalla Strategia nazionale in riferimento alle minoranze Rom e Sinti e recepiti anche a livello regionale dalla Regione Emilia-Romagna, con adeguate risorse a disposizione e finanziamenti europei finora rimasti inutilizzati.
Non può sussistere dunque nella Chiesa - e in chi voglia ascoltare - alcuna chiusura, tanto più se a priori, nei confronti di alcuno e di alcuna famiglia di uomini, donne e bambini. Nel caso in questione si tratta di pochi nuclei familiari, aggregati secondo la tradizione dei Sinti in una più larga comunità, con quattordici minori; sono quaranta persone italiane in situazioni di necessità e nella attesa di migliori condizioni abitative e di vita; cittadini nondimeno dotati dei diritti e delle libertà garantite dalla Costituzione (cfr. art. 13 e art. 35). Sono persone e famiglie che, pur nella povertà, indicano alcuni valori: la famiglia e la vita. Lo ricordava anche il card. Angelo Bagnasco e già Presidente della CEI visitando una comunità dei Sinti di Bolzaneto, nel 2014: “Talvolta, i figli, sono considerati un limite, un peso”, nella comunità sinta “i figli sono una grande ricchezza… È un insegnamento che tutti dovremmo raccogliere ossia che, nonostante le difficoltà materiali, che non sono poche, da voi i figli sono accolti come un grande dono”. Un insegnamento da raccogliere anche nella nostra città.
Certo, il bene comune della famiglia umana è razionale: è il bene di tutti e di ciascuno, della comunità ospitante, nella sua armonia. In tal senso il progetto di trasferimento andava e va tuttora pensato di concerto tra Enti locali, Istituzioni, organismi sussidiari e forze sociali e vive (cfr. Benedetto XVI, Deus caritas est, n. 28) della comunità coinvolta, in trasparenza e serenità. Accoglienze preparate e disseminate nel più vasto territorio, accompagnate da un progetto condiviso con il mondo del Terzo settore e della stessa realtà ecclesiale, possono effettivamente risolvere le congestioni, i problemi comuni che si sono prodotti nei luoghi di più elevato disagio sociale della nostra città. Pertanto, la Chiesa di Ferrara-Comacchio auspica un ragionevole tempo dichiarato e supportato di ‘stato di emergenza’ delle famiglie Sinte, che prevede l’intervento anche della Protezione civile, valutando la permanenza temporanea nell’area di sosta con provvedimenti minimi necessari sul piano della sicurezza, della sicurezza sanitaria e sociale – come già fatto in altri contesti cittadini -, che possano permettere di avviare un progetto definitivo proposto dal Comune e dalle Istituzioni, condiviso con le famiglie Sinte e supportato dal mondo del Terzo settore, che garantisca alla città un passaggio urbanistico importante sul piano della sicurezza, della vita sociale e un futuro migliore per tutti. Naturalmente tocca a chi governa la città le scelte e le decisioni. A tutti, però, tocca vigilare e collaborare, perchè le scelte politiche tutelino la dignità, la vita delle persone e delle famiglie che vivono nella nostra città.

 

 

Ferrara 22 gennaio 2019

Chiusura della Cattedrale di Ferrara per lavori di restauro

Il 21 febbraio presso la Basilica Cattedrale di San Giorgio è stato effettuato un sopralluogo con tecnici e funzionari del Comune di Ferrara, della Regione (Agenzia della Ricostruzione e Servizio Sismico Geologico), della Soprintendenza e del Segretariato Regionale MIBACT oltre ad alcuni rappresentanti del Capitolo della Cattedrale.

Da ormai sette anni l’Arcidiocesi trova in loro un sostegno e un contributo fattivo per la ricostruzione post sisma degli edifici di culto. Da più di un mese sono iniziati i lavori di ripristino strutturale della Cattedrale.

Per poter proseguire in modo più celere e garantire la sicurezza delle persone – fedeli e turisti - che ogni giorno lo frequentano, si dovrà procedere alla chiusura del massimo tempio cittadino dal 4 marzo fino al termine dei lavori.

Saranno mesi di interventi intensivi sui pilastri interni per studiare, lavorare in maniera mirata e rafforzare la struttura della Cattedrale rendendola così più sicura e quindi fruibile da tutti.

Lo stato di avanzamento dei lavori verrà pubblicato periodicamente sui siti web dell’Arcidiocesi in collaborazione con la ditta “Leonardo” che si è aggiudicata l’appalto.

Comprendiamo l’impatto sulla città, sulla vita spirituale e non ultimo sul turismo che la chiusura di questo monumento tra i simboli di Ferrara nel mondo può causare, ma è necessario intervenire in modo celere e quindi più efficace, proprio per restituire nel più breve tempo possibile la Cattedrale al suo popolo.

Le SS. Messe feriali e domenicali, con i medesimi orari della Cattedrale, saranno celebrate temporaneamente nella Chiesa di Santo Stefano mentre i Pontificali del Vescovo saranno celebrati nella Chiesa di San Francesco.

 

 

 

 

Ferrara 3 dicembre 2018

S.E. Mons. Daniele Libanori nominato Commissario plenipotenziario  sulla Fraternità Sacerdotale della Familia Christi

  In seguito alla Visita Canonica alla Fraternità Sacerdotale Familia Christi* - realizzata in un primo momento tramite un Visitatore Delegato tra il 20 e il 22 febbraio 2018, proseguita successivamente con la raccolta di informazioni fino al 30 settembre 2018 e conclusa con la consegna  al Presidente della Commissione Pontificia Ecclesia Dei, S. Em. il Card. Luis  Ladaria Ferrer, di una relazione da parte di S. E. Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, - in data 1 dicembre 2018 S.E. il Card. Luis Ladaria Ferrer, (Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede e Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei), ha nominato S.E. Mons. Daniele Libanori, Vescovo Ausiliare di Roma - ferrarese d’origine - “Commissario plenipotenziario, Delegato della Santa Sede sulla Fraternità Sacerdotale della Familia Christi”. S.E. Mons. Libanori sarà chiamato a tre compiti specifici: 1) assumere il governo della Fraternità Sacerdotale della Familia Christi, in sostituzione del Superiore e del Consiglio generale durante il periodo del Commissariamento che non ha una scadenza stabilita; 2) verificare la fondatezza degli elementi e delle conclusioni emersi dalla Visita Canonica alla medesima Società; 3) determinare, in collaborazione con la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, eventuali futuri percorsi per la Fraternità Sacerdotale Familia Chisti.

  Sua Eccellenza l’Arcivescovo Mons. Gian Carlo Perego, mentre ringrazia la Santa Sede per la premura e l’attenzione al bene dei fedeli della nostra Chiesa, invita tutti a pregare, perché l’operato del Commissario porti frutti di grazia alla nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio.

 

Ufficio Stampa Diocesano

 

CS_Scuola_Teologia_per_Laici.pdf
Comunicato_per_Corte_Costituzionale.pdf
Comunicato_Diocesi_per_Albania.pdf
 

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