Arcidiocesi
di Ferrara-Comacchio

 
 

PAGINA Omelia

Suor Veronica, modello di vita francescana
Chiesa di Santa Chiara, Ferrara 08/07/2026

Cari amici e amiche dell’Associazione Suor Veronica, cari fratelli e sorelle, come ogni anno ci ritroviamo in questa chiesa, sua casa, e alla sua tomba che ci ricorda la sua casa di oggi, il Paradiso, per ricordare suor Veronica, Serva di Dio. Ringraziamo anzitutto il Signore che il suo cammino verso il riconoscimento della santità continua, nella speranza che la Chiesa ci regali una nuova beata e una nuova Santa per la nostra Chiesa locale. Il nostro Santorale è già ricco di figure esemplari, tra cui quest’anno abbiamo ricordato un’altra monaca, la beata Beatrice d’Este, a ottocento anni dalla sua nascita, ma i nuovi Santi ci ricordano che ogni tempo è tempo di santità, ogni tempo chiede la sequela a Cristo. Ci mettiamo in ascolto della parola di Dio. La pagina del libro di Osea ci richiama che non sono gli altari, gli oggetti di culto esteriore che contano, ma il cuore, i gesti dei ‘puri di cuore’ e non i gesti che sono contro Dio e gli uomini, il peccato. Il Signore ci invita a moltiplicare non gli altari – ricorda Osea - ma i gesti di giustizia e di bontà, cercando il Signore nella storia, nella vita quotidiana. I Santi hanno cercato sempre il Signore nella storia, non sono mai fuggiti da essa. Anche la serva di Dio Suor Veronica è figlia del suo tempo segnato da varie esperienze. Sul piano generale, la vita di suor Veronica si compie tra la fine di un secolo e l’inizio di uno nuovo, è segnata da due guerre mondiali, cariche di sofferenza e di morte, anche per Suor Veronica, e l’inizio  della vita democratica e repubblicana, del boom economico con la ricostruzione; sul piano ecclesiale, nello stesso arco di tempo la Chiesa si interroga sulle ‘cose nuove’, la rivoluzione industriale, con la Dottrina sociale della Chiesa, vive il dramma di un invito alla pace inascoltato, i nazionalismi atei e la perdita della libertà, il suo recupero nella Repubblica, non senza vendette, e l’annuncio del Concilio e di un tempo nuovo per la Chiesa. Suor Veronica è figlia di questo tempo e di questa Chiesa. E come i ‘piccoli’ del Vangelo vive questo tempo nella preghiera, nella sofferenza, guardando alla Croce di Cristo. In alcuni momenti bui della vita di Suor Veronica, nel suo tempo, la Croce, ‘la follia della Croce’ – come Lei la chiama - è l’unico segno di speranza. Come scrive nell’Esame di coscienza, faceva “tutto, per amore di Gesù, in unione a quello che egli ha sofferto nella sua vita mortale e nella sua Passione e morte” (p.47). E al Calvario, sul quale in una rivelazione prendendola per mano l’accompagna lo stesso Gesù, riconosce segni e parole, rivelazioni che possono aiutare a vivere la fede in un monastero, ma anche vivere la fede nella Chiesa, pur segnata da sofferenze. La sua vita è per il monastero e per la Chiesa, anche nelle ‘notti oscure’, dove tutto sembra segnare nel profondo la sua fede. Da monaca cappuccina, piccola e povera, si abbandona al Signore e ritrova in Lui il sollievo. Le parole del salmo 104 che abbiamo recitato descrivono la vita di Suor Veronica: ha cercato sempre il suo volto, il volto di Cristo Crocifisso e risorto. E così la sua vita è diventata un solo annuncio della gioia del Vangelo, diventando una discepola di Cristo, come i discepoli ricordati per nome nel brano evangelico di Matteo che abbiamo ascoltato. Suor Veronica è diventata in particolare ‘la consolatrice degli afflitti’, imparando, da francescana cappuccina, dalla meditazione sulla Passione di Cristo a riconoscere il dolore delle persone. Cari fratelli e sorelle, nell’anno in cui ricordiamo la figura di S. Francesco, a ottocento anni dalla sua morte, vogliamo onorare anche una sua discepola, la cappuccina Suor Veronica, che ha interpretato in maniera originale il carisma francescano. Come S. Francesco suor Veronica ha voluto scegliere la povertà come stile di vita evangelico, nella sua radicalità che la riforma cappuccina ha scelto. Come S. Francesco Suor Veronica ha voluto contemplare la Croce e soprattutto il Crocifisso e far diventare proprie le sue piaghe. Come S. Francesco suor Veronica contempla nell’Eucaristia il mistero dell’Incarnazione che si ripete “per noi e per tutti”. Come S. Francesco Suor Veronica ha sempre obbedito alla Chiesa, anche quando costava, anche quando sembrava non riconoscere i segni della grazia. Raccogliamo in questo giorno anniversario della sua morte questi elementi di attualità del messaggio e della vita francescana di Suor Veronica: una vita ispirata a S. Francesco che da otto secoli ha segnato anche la vita e la spiritualità della nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio con molte figure che l’hanno accompagnata in questi anni, tra cui Suor Veronica. In conclusione, cari fratelli e sorelle, si possono applicare anche a Suor Veronica le parole che nei fioretti sono dedicate ai discepoli di S. Francesco: “Parevano ed erano uomini crocifissi, quanto all’abito, quanto alla vita austera, e quanto agli atti e alle operazioni loro: e però desiderava sostenere vergogne e obbrobri per amore di Cristo, che onori del mondo e riverenze e lodi vane. Anzi delle ingiurie si rallegravano e degli onori si contristavano; e così andavano per lo mondo come peregrini e forestieri, non portando seco altro che Cristo Crocifisso” (Fioretti, Fonti Francescane 1833). Così sia.


 


 

 

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