Dialogo e partecipazione contro la legge del più forte: l’anticipazione
Il prossimo 27 febbraio a Ferrara riprenderanno le lezioni della Scuola diocesana di Formazione Sociopolitica (a breve, verrà pubblicato e diffuso il calendario dettagliato – Per informazioni: cell. 370-3221591).
“Occuparsi di politica” sta diventando sempre più una scelta controcorrente: la convinzione che la legge del più forte sia l’unico modello relazionale possibile sembra imporsi come una verità indiscussa e indiscutibile. Lo possiamo osservare a tutti i livelli, dal più piccolo (le relazioni tra maggioranza e opposizione nei Consigli comunali, ma anche all’interno degli stessi partiti) al più grande (le relazioni internazionali che stanno diventando un triste gioco a “chi-sottomette-chi”).
Oggi, un sano atteggiamento “politico” consiste prima di tutto in questo: ricordare a sé stessi e agli altri che dialogare, integrare posizioni diverse, negoziare, concordare, raggiungere compromessi onorevoli… è – ai giorni nostri come in ogni tempo – un’opzione possibile e ragionevole. Non basta più richiamare la consueta (e verissima, peraltro) formula che «la politica è la forma più alta della carità»); è tempo di “tornare ai fondamentali”: la politica è possibile, una buona politica è possibile, superare la legge del più forte è possibile.
Il modesto contributo che la Scuola di politica vuole dare a questo processo è un percorso in quattro lezioni finalizzato a recuperare la base di ogni politica: la partecipazione. Si partirà quindi da una riflessione sulla Costituzione italiana (esempio di possibilità di dialogo tra diversi, se mai ce n’è stato uno!), per poi spingersi ad esplorare i mondi della finanza, del rapporto con i giovani, delle forme di coinvolgimento.
A partire da quest’anno, la Scuola di formazione sociopolitica sarà intitolata a Bruno Paparella, figura di cristiano profondamente radicato nella nostra comunità diocesana, ma anche capace di uno sguardo ampio sul nostro paese, per il bene del quale seppe essere, ad un tempo, uomo di parte e di dialogo.
Il che, a pensarci, è una perfetta definizione di politica.
Giorgio Maghini
(Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 16 gennaio 2026)
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